Psico-Nutrizione: fame biologica o fame emotiva?
- Dott.ssa Giovanna Caparello
- 18 mar 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Marzo è il mese del Fiocchetto Lilla, simbolo della Giornata Nazionale dedicata ai Disturbi alimentari. In Italia sono 3 milioni i giovani che soffrono di Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), un fenomeno spesso sottovalutato soprattutto da chi ne soffre e che costituisce una vera e propria epidemia sociale: il 95,9% sono donne, il 4,1% uomini.
Cosa significa avere un DCA? Soffrire di Anoressia, Bulimia, Binge Eating, Obesità, EDNOS, e simili altre forme di comportamenti sbagliati che relazionano la mente ed il corpo significa soffrire di un DCA. Questo, oltre alle conseguenze negative sul piano organico in termini di salute, comporta effetti importanti sul funzionamento sociale della persona, con gravi penalizzazioni della qualità di vita, delle capacità relazionali, lavorative e sociali. [https://coloriamocidililla.wordpress.com/].
“Ciò che pensiamo genera emozioni, ma lo fa anche ciò che mangiamo.” afferma Montse Bradford e da questo pensiero nasce l’idea di sviluppare il Percorso di Psico-nutrizione.
Psicologi, nutrizionisti, psichiatri, medici di famiglia ricevono quotidianamente richieste di aiuto e assistenza da parte di persone che hanno un'ossessione per il proprio peso, per la magrezza o per l’eccesso di peso, per le proprie forme corporee. Ci troviamo ad assistere ad un vero e proprio disturbo e distorsione dell'immagine corporea, che non sempre rispecchia la realtà.
La Psico-nutrizione ed in particolare i percorsi e le sedute/visite che dedichiamo ai nostri pazienti si avvalgono di un approccio integrato tra educazione alimentare e psicologia per insegnare loro a prendersi cura di sé, delle proprie emozioni e del proprio corpo sia dal punto di vista fisico che emotivo.
Lo scopo principale dei Percorsi di Psico-nutrizione è quello di fissare degli obiettivi realizzabili integrando nutrizione e psicologia nel seguente concetto: se rimanessimo aderenti ai bisogni della “Fame biologica”, ossia quella sensazione che si manifesta quando non abbiamo più sufficienti energie per svolgere le nostre attività non accadrebbe nulla di sbagliato e la nostra volontà coinciderebbe esattamente con le nostre necessità.

Cosa succede allora quando il senso di fame diventa “emotivo”?
Ogni giorno la quotidianità ci mette alla prova con situazioni più o meno difficili da affrontare ed allora ci ritroviamo a mangiare o a rifiutare il cibo quando non siamo consapevoli rompendo così gli equilibri anche quando non vorremmo farlo. Quando usiamo il cibo per calmare il nostro stato d’animo, ci sfamiamo emotivamente. Equilibrio tra mente e corpo è la chiave di lettura per i Percorsi di Psico-nutrizione.
Si può uscire da questa condizione? Come? Con grande fatica si può uscire dai disturbi alimentari e lo si fa attraverso percorsi di cura e terapia ognuno con le proprie difficoltà e risoluzioni. Le terapie sono efficaci se fatte in team, con equipe interdisciplinari. I nostri Percorsi rappresentano il primo passo e chi lo intraprende sta “affrontando il problema”. La mente, le emozioni e il corpo non sono entità separate, ma interconnesse. Ogni percorso psico-nutrizionale ha un identità e porta il nome della persona che lo ha intrapreso.